Ti piace viaggiare responsabile? Certo, piace a tutti affinché non si tratta di se stessi. Viaggiare responsabile è una forma di viaggio che si fonda su principi di giustizia sociale ed economica, oltre al rispetto per l’ambiente e le culture locali. Non significa soltanto visitare un luogo, ma viverlo con consapevolezza e contribuire positivamente alle comunità ospitanti.
I 4 principi di un turismo responsabile
Rispetto ambientale
Viaggiare riducendo l’impatto ecologico il più possibile, scegliendo mezzi e pratiche sostenibili nei luoghi visitati.Valorizzazione culturale
Riconoscere e rispettare le tradizioni, le lingue e i patrimoni locali.Equità sociale ed economica
Sostenere le comunità attraverso un turismo che genera benefici concreti, privilegiando servizi e strutture gestite localmente.Consapevolezza del viaggiatore
Viaggiare con attenzione e responsabilità, comprendendo che ogni scelta — dal lodge al trasporto — ha un impatto sul territorio e sulle persone.
Leggi sotto tutto quanto ti serve per viaggiare sereno nell’Himalaya e dintorni!

Cosa significa "turismo responsabile"?
Le basi di un turismo responsabile
Turismo responsabile: la nostra visione
Il turismo responsabile è un concetto ampio e spesso discusso, soprattutto nei luoghi in cui il turismo rappresenta una fonte di sostentamento fondamentale.
Come definirlo? Secondo alcuni, il turismo responsabile è “il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture”. Parole forti, quasi sacre, che non avrebbero bisogno di ulteriori spiegazioni.
Il turismo è ormai una delle industrie più importanti per molti Paesi: influenza l’ambiente, il tessuto sociale ed economico, e coinvolge tutti noi, anche chi non lavora direttamente nel settore.
Per noi, il turismo responsabile significa che viaggiatori e operatori adottano comportamenti che riducono al minimo l’impatto negativo sui luoghi visitati. Non risolveremo ogni problema, ma possiamo contribuire a preservare meglio ciò che ci circonda — sia a casa che dall’altra parte del mondo.
Il nostro approccio non è perfetto: è nato dall’esperienza di organizzare viaggi, spedizioni e avventure.
Oggi, come Navyo Nepal, cerchiamo di praticare un turismo che sia un equilibrio tra teoria e pratica, ispirandoci all’ideale della “via di mezzo” del Buddha.
Sfide del turismo responsabile
Overtourism: fenomeno ormai sinonimo di destinazioni come Venezia e molte altre città.
Impatto ecologico: voli, infrastrutture e consumi incidono pesantemente sull’ambiente.
Certificazioni discutibili: la nostra esperienza diretta ci ha mostrato che spesso i marchi “ecologici” sono strumenti commerciali, senza veri controlli.
Compromessi necessari: non siamo onnipotenti, ma possiamo scegliere di ridurre i danni e accettare i limiti.
La nostra filosofia
Per noi, turismo responsabile, solidale o rigenerativo significa:
minimizzare il danno ambientale oltre l’inevitabile,
incoraggiare il viaggiatore a fare lo stesso,
accettare compromessi senza cercare scuse,
riconoscere che possiamo sbagliare e imparare.
Ci ispiriamo anche alla filosofia del Bhutan della Felicità Interna Lorda: un concetto che include stato mentale, sentimenti e spiritualità, ricordando che tutti lavoriamo per vivere.
Conclusione
Non siamo qui per cambiare radicalmente il mondo, ma crediamo che il turismo responsabile possa contribuire a mitigare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici. Per questo mettiamo a disposizione queste pagine: per condividere idee, esperienze e consigli su come viaggiare in modo più consapevole.
Leggi sotto i nostri consigli pratici di viaggio responsabile.
Viaggia responsabile!
Viaggiare responsabile è uno dei temi caldi quando si parla del apparentemente inevitabile cambio del clima. Cosa sono i passi praticabile per viaggiare responsabile, (sostenibile o rigenerativo)?
Viaggiare è un privilegio che bisogna non solo godere, ma anche affrontare con un senso di genuina responsabilità, cosi come non buttiamo la spazzatura semplicemente a terra, ma la portiamo al prossimo cestino della spazzatura. Badare della impronta ecologica richiede solo un po’ di attenzione a noi stessi, al nostro personale impatto.
Assieme, io e tu, possiamo migliorare alcuni aspetti negativi che produciamo nel viaggiare: dai aspetti ecologici fino al comportamento culturale che non è sempre evidente e che stiamo affrontando inadeguatamente contro quanto spesso proclamiamo al bar o sui social media. Quando viaggiamo, spesso usiamo, anche in mancanza di alternative praticabili, l’aereo, giunti in loco abbiamo bisogno di servizi di base come le strade, l’acqua, alloggi, ristoranti, ospedali e quant’altro.
Dobbiamo fare i bisogni privati, lasciamo dei rifiuti e consumiamo energia, usiamo diversi mezzi di trasporto terra.
Viaggiare responsabile: che posso fare?
Se vuoi minimizzare l’impatto tuo personale, non serve molto, la conoscenza che sia a casa che in viaggio non saremo perfetto in termini di eco sostenibilità ma non esclude riconoscere la nostra personale responsabilità verso i luoghi che visiti.
Più evidente è il consiglio classico di informarsi prima di un viaggio bene sul paese che intendi visitare, sia tramite internet, ma meglio ancora con la lettura di qualche buona guida o libro. Troverai un mare di informazioni!
Per esempio ti accorgerai che c’è un abisso fra il pensiero di un italiano e di un nepalese, cinese, bhutanese o tibetano: pensa solamente alle differenze sociali e culturali fra Italia e Norvegia, quanta differenza!
Rispetterai e apprezzerai molto meglio la cultura e le regole sociali del paese che visiti, anche se non sempre capisci il perché. Accetta la differenza senza dare giudizi. Anche se molti comportamenti non capirai, volere “educare” non serve a nulla, non farai rivoluzione nel paese ma ti farai poco popolare.
Quanto permesso nella vita notturna d’estate a Rimini, non deve essere permesso in casa di altri. Ricorda che non si può fare sempre tutto, solo perché siamo occidentali. Ricordati che sei sempre anche un “ambasciatore” del tuo paese. La gentilezza e umiltà sono sempre graditi!
Volare
Per ogni volo, ricordati di compensare la tua impronta ecologica! Oggi si vola a prezzi stracciati non solo con le low cost. Per esempio, solo con un volo da Bergamo a Londra produci circa 245 kg di anidride carbonica, mentre in treno “solo” 33 kg, ben 212 kg in meno… l’aviazione civile contribuisce al 2-2,5 % delle emissioni di carbonio globalmente.
In un viaggio che ti porta a Kathmandu o Chengdu il solo volo, andata e ritorno dall’Italia, in classe economica produci mediamente almeno 1200 kg di anidride carbonica. È ovviamente solo una parte dei effetti indesiderati, pensa al impatto ecologico del il viaggio da casa fino al aeroporto, della infrastruttura aeroportuale, una fetta della tua impronta ecologica va proprio nel volo e certo non è considerata qui, anche se si dovrebbe includerle nel calcolo.
Possiamo aderire a diverse iniziative a compensare l’impatto del carbonio che produciamo durante un volo, anche se non è la soluzione definitiva o perfetta e spesso si tratta di “truffe” online! Mitigare l’impatto climatico, aderendo ad una delle molte iniziative “Carbon Neutral” è uno dei modi oggi possibili.
Evita le offerte che ti offrono un volo in elicottero nei parchi nazionali e aree protette. Oggi giorno i voli da Kathmandu al Campo Base Everest o i voli con colazione di Champagne e ancora diversi di simile natura disturbano non solo la fauna selvaggia “protetta”, ma anche gli escursionisti e la popolazione locale che ci vive. In alta stagione sempre più turisti “ricchi” si permettono questo “lusso”, ma anche qualche turista stanco al campo base rientra cosi, poco ecologico, a Lukla o anche Kathmandu.
Cosi in alta stagione, fino anche a 50 voli in elicottero arrivano nelle aree remote del campo base Everest e similmente anche al Annapurna Base Camp, secondo noi assolutamente contro ogni principio di “salvaguardare natura e fauna quanto propagato dal concetto di parco nazionale o area protetta.
I nostri consigli per un viaggio: facili, pratici ed effettivi
Non è difficile viaggiare responsabile, con pochi trucchi e regole l’impatto tuo sulla bilancia è notevole ! Segui questi facili e provati consigli. Scegli per il viaggio, ove possibile, il mezzo meno inquinante (noi lo facciamo), per esempio un treno o vettura invece di un volo. Nei nostri viaggi, non sempre è possibile, quindi compensare almeno per il volo intercontinentale e/o quelli locali (ci sono molti calcolatori in rete) è un passo importante e giusto.
Presta attenzione all’ecologia, anche se la gente locale sembra non si interessa molto del sporco che incontri in strada o nella natura. Il tuo gesto silenzioso è un invito ad un miglior comportamento ecologico.
Minimizzi l’uso di plastica, una borraccia e un disinfettante per fare l’acqua potabile in forma di pastiglie o liquido risparmia soldi a te, ma fai molto per la natura.
La plastica è globalmente uno dei grossi problemi ecologici! Portati dei sacchetti (preferibilmente biodegradabile al 100%) con te nel zainetto o borsa di giorno per i piccoli rifiuti che accumuli di giorno: non sempre trovi un cestino per le immondizie. Non salvi molto, ma non contribuisci allo sporco che si critica volentieri.
Usa prodotti biodegradabili al 100% per la tua igiene personale. Non solo i pesci e la flora dei fiumi e mari ti ringraziano, dai anche un buon esempio ad altri, sei meno meno inquinante e responsabile verso la natura e le generazioni a venire. Eviti le bottiglie PET. Usa una borace da riempire con l’acqua per il giorno in albergo, usi disinfettanti per l’acqua. Risparmierai un sacco di plastica nel tuo viaggio!
Risparmia acqua e luce, consumale responsabilmente! Ogni piccolo risparmio va a benefico della comunità e natura.
Mangia locale
Certo mangiamo volentieri un piatto di pasta, ma preferire la cucina locale può anche risparmiarti tanti soldi. Mangiare nei ristoranti adatti al turismo costa sempre di più, nella cucina locale non troverai troppi gusti abituali, ma scopri un nuovo mondo!
Durante un trekking in Nepal, nelle lodges, ordina preferibilmente piatti uguali o simili. In tal modo risparmi tempo ed energia al lodge nel cucinare, in quanto il combustibile è prezioso.
Vestiti piuttosto “conservativo”, non offendere la gente inutilmente, chiedi se non sai come fare, soprattutto nei luoghi di culto indossa abiti consoni.
Non bisogna fotografare o filmare ogni “occasione“, spesso le situazioni richiedono un minimo di rispetto della privacy altrui, pensa a come ti sentiresti al posto della persona se sei seduta davanti a casa tua e un gruppo di stranieri passando ti fotografa come fosse normale. Dopo un po’ ti sentiresti davvero annoiato, non fare uguale.
Evita donare soldi a bambini e mendicanti nei luoghi turistici, spesso sono solo truffe.
Il latte in polvere chiesto per un bambino verrà probabilmente poi scambiato nello stesso negozio per soldi e consumato pio dai adulti in alcool.
Dai agli anziani e visibilmente poveri e malati oppure dona a casa tua o in loco ad organizzazioni solidali di cui ti se ben informato sul operativo, evita dare offerte ad orfanotrofi che non conosci bene.
Rispetta i monumenti e la natura: non disegna graffiti su mura e pietre, lascia le piante e fiori al loro posto, non disturba gli animali e mai uscire dai sentieri in alta montagna.
Rispetta le regole e consigli dei locali. In Asia non si regala vestiario usato per vari motivi culturali e anche per scaramanzia, anche se il vero “Made in Italy”, se in buone condizioni, piace ed è accettato. Tuttavia mai regalare calzini e abbigliamento intimo usato.
Evita il volontariato. È legalmente vietato ai turisti nelle nostre destinazioni. Molte realtà usano il “volonturismo” più per fare soldi e non per migliorare la situazione dei “beneficiari”. Tanti giovani vanno nelle scuole private, orfanotrofi ad “educare i bambini”, dei quali ne parlano la lingua, ne conoscono il contesto socio-culturale. Pensa tuo figlio/a e una ragazza non di professione arriva dal Chile che dovrebbe insegnarli per 2 settimane (o due mesi) e poi arriva una nuova dell’Italia e via cosi. È comprensibile che non può andare troppo bene per i bambini?
Viaggia socialmente responsabile. Vero, tutti vorremo risparmiare. Evita il prezzo troppo stracciato, risparmi solo a carico del personale magari sottopagato. Noi non supportiamo pratiche “in nero” per fare risparmiare, alla fine fai pagare la gente del paese, non pagando le tasse dovute, avrai un piccolo vantaggio, ma danneggi molto la gente del paese.
Nulla viene gratuito, il vestito da 10 Euro in Italia prodotto in Bangladesh è solo esempio che qualcuno perde, come molte donne che ogni anno perdono la vita lavorando per pochi dollari… non farti parte del gioco al infinito ribasso. Non supportare lo sfruttamento dei bambini o delle donne. Certo spesso i bambini aiutano sui campi dei genitori in agricoltura, ma spesso vengono usati per chiederti elemosine e ricorda che le donne che si dedicano alla prostituzione non lo fanno al 95% dei casi “per piacere” ma per fare soldi.
Compra souvenir artigianali del luogo, evita comprare prodotti industriali importati che imitano i prodotti originali e non compra oggetti che derivino da specie vegetali o animali protette o antichità.
Come vedi, con pochi consigli è possibile viaggiare responsabile.
Volonturismo
Il volontariato in Nepal, Bhutan e Cina è considerato a tutti gli effetti un lavoro. Per questo motivo richiede un visto di lavoro. Svolgere attività di volontariato con un visto turistico è illegale e può comportare conseguenze serie: detenzione da parte delle autorità di immigrazione, multe, espulsione o divieti di ritorno di lunga durata.
Molti viaggiatori vorrebbero abbinare un viaggio a un impegno sociale, con l’idea di “migliorare” anche nel piccolo la condizione dei più poveri. È un’intenzione lodevole, ma nella pratica spesso non porta benefici reali alle comunità locali: più che aiutare i poveri, finisce per favorire chi gestisce queste attività, talvolta con fini puramente commerciali.
La nostra posizione
Responsabilità legale: non incoraggiamo attività di volontariato illegali con visto turistico.
Impatto reale: molte iniziative non producono benefici concreti per i destinatari, ma alimentano circuiti poco trasparenti.
Alternative etiche: preferiamo promuovere viaggi responsabili che sostengano direttamente le comunità locali attraverso scelte consapevoli (ospitalità, artigianato, servizi).
Alcuni visitatori del Nepal desiderano fare volontariato presso orfanotrofi o altre organizzazioni, nel tentativo di aiutare persone svantaggiate, in particolare i bambini. Altri cercano di contribuire donando denaro o beni. Pur riconoscendo lo spirito generoso, è importante sapere che molte di queste opportunità — soprattutto quelle legate agli orfanotrofi o alle “case dei bambini” — non sono enti di beneficenza, bensì imprese a scopo di lucro create per attirare donazioni dall’estero e sostegno finanziario da parte dei volontari.
Secondo diversi rapporti, molti bambini ospitati non sono realmente orfani. Il volontariato in tali strutture può contribuire indirettamente allo sfruttamento dei minori, alimentando una domanda artificiale di bambini vulnerabili.
Problemi principali
Difficile distinguere: anche chi ha esperienza in Nepal fatica a capire quali organizzazioni siano autentiche e quali manipolino la buona volontà a fini commerciali.
Volontariato illegale: molte agenzie promuovono attività di volontariato con visto turistico, pur sapendo che è vietato.
Boom del “volonturismo”: scuole e cliniche private sfruttano la moda del “fare bene durante le vacanze”, trasformandola in business.
Insegnanti improvvisati: volontari senza formazione restano pochi giorni, creando instabilità e sfiducia nei bambini.
Consiglio pratico
Se non sei sicuro della serietà di un’organizzazione, indirizza i tuoi contributi attraverso un ente di beneficenza affidabile, nazionale o internazionale. In questo modo eviterai che tempo e denaro finiscano, inconsapevolmente, per sostenere lo sfruttamento dei minori.
Organizzazioni Nazionali del Nepal competenti:
Social Welfare Council
National Child Rights Council
Ministry of Women, Children and Senior Citizens
Ecco un video interessante e illuminante in merito:
I Was a Humanitarian… and I Regret It
ENGAGE
In Nepal operano migliaia di organizzazioni non profit: secondo una stima del 2018, erano circa 47.000, di cui circa 200 internazionali. Tuttavia, molte Onlus straniere — incluse alcune italiane — risultano spesso poco trasparenti nella gestione delle finanze.
Un esempio positivo è la piccola organizzazione italo-nepalese Engage, fondata da Simone Galimberti (Italia) e Kalpana Gurung (Nepal). La coppia, forte di esperienze in progetti precedenti, ha scelto di intraprendere un percorso autonomo dedicato a uno dei gruppi sociali più svantaggiati del Paese: le persone diversamente abili.
Tra le iniziative di Engage spicca la prima competizione nazionale di basket in carrozzina, un evento che ha dato visibilità e dignità a chi affronta quotidianamente difficoltà aggiuntive, aggravate dal terremoto che ha colpito il Nepal.
Queste persone ci stanno particolarmente a cuore: oltre alle sfide personali, hanno dovuto affrontare le conseguenze di eventi naturali devastanti. Per conoscere meglio il loro lavoro e sostenerlo, visita il gruppo Engage.
https://www.facebook.com/engagenepal/
DOMANDE ?
Se viaggiate con noi, siamo lieti di organizzare — su vostra richiesta — incontri con le Onlus da noi indicate o con altre realtà che vorrete segnalarci. Crediamo nel contatto diretto: non siamo e non intendiamo essere intermediari. È importante sottolineare che non proponiamo viaggi con stages di volonturismo. Il nostro lavoro è accompagnarvi in esperienze consapevoli e responsabili.
Detto questo, non tutte le Onlus sono “cattive”. Tuttavia, molte — sia locali che internazionali — non possono essere considerate realmente serie: spesso si occupano più del proprio benessere che dei beneficiari. Per questo riteniamo sempre utile informarsi bene prima di donare o di partecipare alle loro iniziative in loco.
