Lasta Samyak Mahadan 2026: Un centenario di fede e generosità.
Il 14 e 15 gennaio 2026, Yala (Patan, Lalitpur) ha ospitato un’edizione speciale del Samyak Mahadan, il grande festival buddhista dedicato al Buddha Dipankara. Quest’anno la celebrazione ha segnato il centenario della tradizione custodita dalla famiglia di Lama Aju (Bagh Narsingh Shakya), rendendo l’evento unico e irripetibile.

Dipankara Buddha è venerato per aver predetto l’illuminazione di Siddhārtha Gautama e per aver insegnato i meriti della generosità. Il cuore del festival è il mahā-dāna, la “suprema elemosina”: centinaia di immagini di Buddha vengono installate in spazi aperti e i devoti offrono cibo, grani e monete. Ogni gesto diventa simbolo di compassione e di accumulo di meriti spirituali.

Ben 126 statue di Buddha Dipankara, alte fino più di due metri e dorate, hanno sfilato da Yala Lakeyu (piazza reale di Patan) fino a Naka Bahi. Migliaia di fedeli hanno partecipato con offerte e preghiere, trasformando la città in un immenso spazio spirituale condiviso.


Le celebrazioni hanno avuto inizio con il rito Halimpata Bwaykegu, che invoca Buddha e divinità. In seguito, il Panjadan (offerta rituale di riso) è stato distribuito a monaci, Bajracharya, Shakya e devoti, secondo la tradizione secolare. Ogni fase è stata dedicata alla liberazione degli antenati e al benessere di tutti gli esseri senzienti.

Il Samyak Mahadan non è solo un rito religioso: è un patrimonio culturale Newar che unisce monasteri, musica tradizionale, rituali antichi e comunità intere. In un Nepal che si modernizza rapidamente, il festival resta un potente richiamo ai valori senza tempo di generosità, comunità e rispetto per la tradizione.

Questa edizione del Lasta Samyak Mahadan è stata una rara opportunità: una volta ogni cento anni, oltre cento immagini di Dipankara Buddha riunite nello stesso luogo. Un evento che ha intrecciato fede, storia e cultura, riaffermando Yala/Patan/Lalitpur come cuore pulsante del Buddhismo Newar.

“Bhavatu sabba mangalam — Che tutti gli esseri siano benedetti.”

Una fila che non vuole finire… 126 statue e statuette da qualche decina di centimetro a oltre due metri, un spettacolo per il quale bisognerà attendere altri cent’anni. Ma se non hai così tanto tempo, a Yela/Kathmandu si svolge ogni 12 anni e a Khwopa/Bhaktapur ogni anno, però meno grandioso come a Yala, dove si svolge in altro monastero ogni 5 anni quella regolare.

Due giorni di festa e devozione, di cui qui solo un spezzato viene riportato, hanno affermato quanto viva la cultura Newar anche oggi è, particolarmente legato al buddismo Vajrayana tantrico. Mentre nel occidente le chiese si svuotano, in Nepal la religiosità è indiscusso fra le generazioni. Speriamo queste tradizioni si mantengono ancora per secoli.

