Le notizie questo settembre 2025 dal Nepal sono allarmanti, ma meno per i turisti che per i politici corrotti, élite economiche e media compiacenti. Da decenni, questi gruppi hanno eroso le basi dell’economia e della politica. Le generazioni più anziane si lamentavano, ma raramente si ribellavano. GenZ è diversa.
La corruzione dilagante e l’arroganza dei figli del l’élite, che vivono nel privilegio grazie ai genitori corrotti, hanno profondamente offeso i giovani nei ultimi tempi. Emblematico un commento su TikTok: una ragazza di “alta classe” affermava l’ultima settimana che se i genitori dei manifestanti avessero lavorato “sodo” come i suoi, starebbero meglio. Uno schiaffo a milioni di giovani nepalesi, già radicalizzati, soprattutto dopo l’annuncio della chiusura dei social media — un tentativo palese di zittire le critiche.

La generazione GenZ non ha vissuto la monarchia assoluta, ma ha accesso al mondo digitale. La discrepanza tra realtà e possibilità, la repressione sociale, le promesse tradite e l’assenza di ascolto hanno portato alla rivolta. Negli ultimi 20 anni, tre politici si sono alternati al potere: Pushpa Kamal Dahal aka “Prachanda” (maoista), KP Sharma Oli (comunista) e Sher Bahadur Deuba — spesso nominando amici e familiari come ministri.
La rivoluzione GenZ è contro il sistema corrotto: politici, burocrati, uomini d’affari e famiglie privilegiate. Molto stranieri residenti in Nepal si chiedono da tempo quanto possa reggere questo sistema. Eppure, grazie a TikTok, migliaia di giovani hanno organizzato una manifestazione il 9 settembre 2025 davanti al Parlamento che non era guidato da un partito o organizzazione. Il tutto si svolse sui social e da pochi giorni milioni di giovani hanno creato la manifestazione in tutto il paese.

Nel pomeriggio, il Parlamento è stato assaltato e incendiato, seguito da altri edifici governativi: il palazzo presidenziale, la Corte Suprema, Singha Durbar, il palazzo del Presidente e cosi via. Non solo le case di politici accusati di corruzione sono state attaccate. Anche strutture legate a famiglie influenti, come i supermercati Bhat Bhateni, il Hotel Hilton, sono state incendiate. La caccia includeva tutti considerati corrotti, ma nessuno e’ stato ferito gravemente o ammazzato dai manifestanti, avvolte li hanno consegnati semplicemente all’esercito.

Il giorno prima, l’8 settembre, la polizia ha reagito brutalmente ai manifestanti: 19 giovani tra i 17 e i 25 anni sono stati uccisi, molte colpiti al volto. La morte dei “martiri” ha scatenato la rabbia del intero popolo: come si può ammazzare i figli. Il 9 settembre, la protesta si è estesa a tutte le età. La polizia, priva del sostegno dell’esercito, ha ceduto. Scene surreali: stazioni della polizia assediate, agenti in fuga, alcuni senza uniforme, quasi ironico vedere la polizia sfuggire dai manifestanti. Entro poche ore la polizia svaniva come il governo..

Il grandioso palazzo Singa Durbar nel centro di Kathmandu fu costruito nel 1908 dai allora reggenti Rana. Al epoca era il più grande palazzo d’Asia, vittima di un incendio dubbioso. Girano i rumori che gruppo estranei alla GenZ si sono infiltrati per commettere violenza contro questi uffici. Si pensa solo a chi fa comodo bruciare la corte suprema..
La caccia ai corrotti è durata tutto il giorno. Scene grottesche: parlamentari in fuga, nascosti nei fiumi. Deuba e sua moglie, considerata tra le più corrotte, sono stati feriti e consegnati all’esercito. Il governo ha evacuato altri politici con elicotteri.

Nessun turista è stato coinvolto. La rivolta non e’ concentrato verso il Nepal e i suoi problemi, non contro stranieri o turisti. L’aeroporto di Kathmandu è stato chiuso per due giorni per il fumo, ma l’atmosfera nelle strade era più da festa che da paura. Si sospetta che alcuni incendi — Parlamento, Corte Suprema, palazzo presidenziale — siano stati causati da infiltrati esterni al movimento GenZ.

Molte vetture e motociclette del governo ma anche alcune private sono state date alle fiamme. Centinaia di vetture, camion della polizia e di uffici governativi e di alcuni persone ed entità considerati corrotti (molti). I danni della sera del 8 settembre2025 saranno ancora per molto tempo da non sopra-vedere.

La caccia ai corrotti è durata tutto il giorno. Scene grottesche: parlamentari in fuga, nascosti nei fiumi. l’ex premier Sher Bahadur Deuba e sua moglie, considerata tra le più corrotte donne del Nepal, sono stati feriti e consegnati all’esercito. Il governo ha evacuato altri politici con elicotteri per loro sicurezza: non potevano nemmeno spostarsi via terra e nelle mani dell’esercito, sono sicuri, ma anche in fermo.
Nessun turista è stato coinvolto. L’aeroporto è stato chiuso per i tanti fumi che i fuochi sulle strade producono, ma l’atmosfera nelle strade era più da festa che da paura. Si sospetta che alcuni incendi — Parlamento, Corte Suprema, palazzo presidenziale — siano stati causati da infiltrati esterni al movimento GenZ.
Il 10 settembre, l’esercito ha preso il controllo, ma troppo tardi per molti edifici. GenZ si è dissociata dagli infiltrati e ha chiesto un governo transitorio, una nuova costituzione e elezioni generali.
Il 11 settembre l’esercito è in controllo e la città e il paese sembrano tornati alla normalità, ma non si sa se rimane così.

Anche una coppia disperata, è pervenuto al l’entrata del Parlamento, non hanno più sentito da loro figlio. I soldati presenti non potevano calmarli. Speriamo che trovano loro figlio disperso vivo. Per rispetto della loro privacy non pubblico loro facce. 
Giovani della GenZ puliscono le strade davanti al parlamento.
Summa summarum, in due giorni GenZ ha ottenuto ciò che altre rivoluzioni non sono riuscite a fare in anni. Il movimento è attivo, ma nulla è definito per il futuro. Intenso il dialogo fra esercito, quello che rimane dello stato (il presidente della Repubblica) e il movimento GenZ.
Ma la generazione Z è anche “responsabile” nel suo comportamento e hanno ripulito le strade il giorno seguente dei disordini…
In quanto molti che qui leggono: come spesso accade in Nepal, gli stranieri, turisti e no, non sono stati coinvolti, né ora né in passati momenti critici del paese. Certo quanto accaduto, può senza dubbio creare un nervosismo per chi voleva adesso arrivare. Lo comprendo di certo, ma in oltre 30 anni di vita qui, ho visto molte “rivoluzioni”, finora non ho mai subito un problema, ma se vivi a Roma o Milano, capisco benissimo l’ansia per il proprio viaggio, magari avendo previsto un viaggio ancora questo settembre.
Nel frattempo, la GenZ e il Presidente Poudel stanno discutendo il futuro del paese e la ex-magistrato della corte suprema, Sushila Karki, similmente come avvenne nel Bangladesh, dovrebbe assumersi le responsabilità di primo ministro ad interim, ma certo è, che il tempo che passa affinché si trova una soluzione accettabile “per tutti”, è poco. Si sbrigano i signori, per evitare inutili conflitti.
Non è finito del tutto, ma ma siamo su strada buona, almeno così speriamo per il popolo e le sue generazioni.
Le foto sono del 9 e 10 settembre 2025, durante due uscite in città (realizzate durante il coprifuoco).
Nel frattempo, iniziata il lunedì 8 settembre, il movimento o diciamo la rivoluzione non solo ha attaccato il governo e vinto, ieri sera, 12 settembre 2025, la GenZ è riuscita ad convincere lo stato di installare (art. 61 della costituzione) un nuovo primo ministro, Sushila Karki, ex-Presidente della Corte Suprema del Nepal e nota per essere “pulita” e non corruttibile, come prima donna in questa posizione la sera tardi dl 12 settembre. Nel contempo ci si è messo d’accordo per la dissoluzione del parlamento attuale e condurre elezioni parlamentari entro 6 mesi ovvero il 5 marzo 2026.
Al momento (16 settembre) sembra che la crisi politica del paese si sia calmata per il momento e moltissimi nepalesi sono contenti che questa rivoluzione, durata due giorni, ha portato una trasformazione del paese inimmaginabile poco tempo fa. Auguriamo al nuovo governo tutto il successo per una finale soluzione. Tempi interessanti per il paese e i suoi abitanti…
Come accade spesso in situazioni simili in Nepal, anche questa volta stranieri e turisti non hanno corso alcun pericolo. Per esempio durante le manifestazioni dell’8 settembre, un pullman turistico ha attraversato senza difficoltà le masse di manifestanti davanti al Parlamento, dirigendosi verso l’aeroporto internazionale.
Qui un intervista a una nostra amica (GenZ) a Radio Popolare Network in merito alla situazione in Nepal .
Qui trovi un’intervista con Navyo Eller, realizzata da Radio Onda D’Urto il 16 settembre 2025, sugli eventi dell’8, 9 e 10 settembre 2025.
Qui trovi un intervista Un’intervista a Radio Onda D’Urto del 12 marzo 2026 con Navyo Eller sui risultati politici delle elezioni nazionali del Nepal del 5 marzo 2026 e le sue prime conseguenze.
Questo articolo è stato aggiornato il 30 marzo 2026 (prima pubblicazione 11 settembre 2025).

