Panchadhan al Mahabuddha: un giorno di devozione e colori a Kathmandu
Il 29 luglio 2026, Kathmandu si è svegliata avvolta da un’atmosfera speciale. Nel cuore della città, presso il Mahabuddha Mahavihar, si è celebrato il Panchadhan, la cerimonia delle cinque offerte, in occasione di Guru Purnima. L’evento ha segnato il ritorno del Samyak Mahadan, la grande donazione che tradizionalmente si svolge ogni dodici anni, ma che non si teneva da ventiquattro anni.
Il Samyak Madhan si svolge ogni 12 anni in Kathmandu, fra Darbar Kshetra (Durbar Square) e Bhagwan Pau ai piedi della collina di Swayambu. Ma dopo il 2003 non si tenne quella del 2015, anche per colpa del terribile terremoto.
Quest’anno la comunità dei Sakya (e Bajracharya) di Mahabuddha (non Mahaboudha che sarebbe in Patan) nel centro storico si è deciso di rivivere la tradizione. E se ben meno grande dell’ultima tenuta nel 2003, migliaia di persone si sono ritrovati la mattina del 29 luglio a portare da alcuni monasteri (Baha o Bahi) con i loro Buddha principali.
Ma è un Buddha che chiama tutti a Mahabuddha: Dīpaṅkara Bhuddha, uno dei ventiquattro Buddha precedenti a Gautama, vissuto in tempi mitici, separati da “quattro asaṃkhyeyas e centomila kalpa” (periodi cosmici immensi). La sua importanza deriva dall’incontro con l’asceta Sumedha (una precedente incarnazione di Gautama), al quale predisse che sarebbe diventato il Buddha storico.
Ed ecco che mi trovo in mezzo ai fedeli, volontari, maestri e filosofi (noi li chiameremo cosi), gli saggi “preti” Newar che seguono i rituali di ogni monastero Newar. Qualche scatto che spero ti fa vedere la giornata.

La piazza davanti a Mahabuddha piena di fedeli con la Stupa di Dharma Dhatu Chaitya.

I fedeli danno il rispetto ai Buddha in forma di piccole donazioni che vanno a benefico del monastero, feste e cerimonie

L’altare può essere molto elaborato come nei monasteri, nelle case “normali” spesso è semplice o anche semplice per lo spazio disponibile come nel nostro caso: un tavolo da giardino per le varie offerte come incensi, liquidi alcoolici come la birra o grappa, una foto della divinità, candele, riso, acqua, mentre il altare piccolo per il monaco o Rinpoche in questo caso, con i testi sacri, incensi, vasi cerimoniali ed altro ancora.

Mahdu Bajracharya proviene da un’antica famiglia di medici Ayurvedici, mentre Fabio Armand, ricercatore e docente di etnolinguistica e antropologia, si è trovato a incrociare il suo cammino: un incontro che dimostra quanto il mondo sia davvero piccolo, visto che entrambi siamo pazienti dello stesso dottore!

Una particolarità del Panchadhan sono le divinità viventi di Ganesh e Kumar, entrambi figli di Shiva e Parvati. Nella tradizione Newar della valle di Kathmandu, Ganesh e Kumar (Kartikeya) non sono solo divinità hindu generiche: assumono forme e incarnazioni locali che intrecciano il pantheon vedico con pratiche buddhiste e culti comunitari. Ganesh appare in vari “Vinayak” direzionali che proteggono la città, mentre Kumar è venerato come divinità guerriera e protettore, spesso associato alle feste e ai rituali tantrici Newar.

Il Dipankara Buddha guida la processione nel pomeriggio attraverso il centro della città attraverso i piccoli Galli (vicoli) a beneficio della città!

La processione dei Buddha raggiunge in piazza Ason Tole, nel cuore della città…

A precedere la processione sono i sacerdoti rituali della Ghuti (associazione) del Mahabuddha, che avanzano con passo solenne indossando i loro magnifici abiti sacri, simbolo di una tradizione antica e preziosa.

Da molti anni si aspettava che una specie di Samyak Madhan, il Panchadhan tuttavia riunisce la popolazione con questo concetto quasi “francescano” nel essere benevolente per tutti esseri senzienti…… alla prossima fra 12 anni….

